Trattasi di soggetto gravato da svariate condanne, prevalentemente per reati contro il patrimonio, e da carichi dipendenti per reati commessi fino al 2016;

Il commissariato di P.S. con nota del 6.02.2018, ha riferito che trattasi di persona gravata da svariati precedenti penali e di polizia, che risulta frequenti pregiudicati e conduca un tenore di vita al di sopra delle proprie possibilità economiche, senza mai ricercare un onesto lavoro, ma nei confronti della quale non emergono elementi dai quali desumere collegamenti con la criminalità organizzata, pur essendo stato egli tratto in arresto per truffe online ed estorsione; non emergono a carico del soggetto problematiche di dipendenza dal stupefacenti e/o da sostanze alcoliche;

La relazione comportamentale datata 4.09.2020 ha riferito che: a seguito di un’attenta osservazione da parte degli operatori penitenziari è emerso il comportamento adeguato e corretto dell’internato, ed in particolar modo il grande impegno riposto nel lavoro: egli da tempo lavora alle dipendenze dell’Amministrazione Penitenziaria come addetto alla M.O.F., ed il personale penitenziario in più occasioni ha evidenziato l’impegno riposto nelle mansioni a lui affidate; nel corso dei colloqui, egli si è posto con atteggiamento di apertura e di ascolto rispetto alle indicazioni che di volta in volta gli vengono fornite dagli operatori, manifestando senso pro sociale, riferendo del sostegno della famiglia residente a Ravenna e delle proprie competenze come muratore, aggiungendo di sentirsi stanco e di aver compreso gli errori commessi ed auspicando una nuova possibilità sul territorio per poter dimostrare il suo cambiamento ed il suo ravvedimento rispetto alle condotte del passato.

Dopo trascorsi diversi mesi senza mai fruire di bonifici all’esterno, condizione essenziale perché l’internato comprendesse la gravità dell’azione commessa, a seguito di attenta osservazione, e non avendo egli più manifestato atteggiamento di risentimento nei riguardi dell’ex moglie e non essendo tantomeno pervenuti elementi da fonti confidenziali, il G.O.T. (all’esito della riunione del 12.08.2020) ha ipotizzato la sperimentazione del soggetto con iniziali licenze orarie.

La relazione comportamentale aggiornata al 23.10.2020 ha confermato la regolarità della condotta intramuraria dell’internato, che si pone in modo corretto e collaborativo con gli operatori e svolge le mansioni lavorative a lui assegnate con impegno e senso di responsabilità, con l’obiettivo di ricominciare una nuova vita con il supporto di un Prete disponibile ad accoglierlo presso la fattoria da lui gestita; con provvedimento dell’11.11.2020 è stata concessa una licenza di giorni 7 presso la fattoria, prorogata per ulteriori giorni 7 in data 18.11.2020; atteso che il Sacerdote responsabile della fattoria ha dato il consenso ad accogliere presso quella struttura per la fruizione di della licenza nonché per lo svolgimento di attività di volontariato, nonché ad accoglierlo presso la Casa Caritas per le ore notturne; la relazione comportamentale aggiornata al 20.11.2020 ha evidenziato l’assenza di segnalazioni inerenti lo svolgimento dell’attuale beneficio, in merito al quale il Parroco ha riferito l’impegno dell’internato nelle attività di volontariato affidategli; pertanto, alla luce della buona condotta della rinnovata disponibilità ad accoglierlo, la citata relazione ha espresso parere favorevole per la concessione di licenza finale di esperimento di talché il Magistrato di Sorveglianza ha disposto licenza finale di esperimento

RITENUTO, pertanto, che, proprio alla luce del curriculum criminale del soggetto, debba ritenersi particolarmente significativa la constatazione di un più che positivo mutamento comportamentale, come sopra ampiamente descritto, e che le apprezzabili risultanze del periodo di internamento (condotta intramuraria regolare, partecipazione alle attività trattamentali, manifestata revisione critica dei reati commessi e consapevolezza delle condotte devianti, buona progettualità futura), che è decorso ormai per una durata complessiva di un anno circa, in particolare se considerate unitamente alla buona prova di affidabilità fornita nel corso della fruizione delle licenze e della licenza finale di esperimento, all’assenza di elementi oggettivi e concreti circa l’appartenenza nell’attualità ad organizzazioni criminali mafiose elementi tutti che giustifichino un giudizio di attenuazione della pericolosità sociale dello stesso e consiglino, conseguentemente, la trasformazione della misura detentiva in quella della libertà vigilata;

Apparendo necessario, alla luce di tutto quanto accaduto negli ultimi anni, che l’apertura verso l’ambiente esterno avvenga in modo graduale e strutturato, attraverso il conseguimento di ulteriore prova di affidabilità anche ai fini di un consolidamento lavorativo; conforta nella decisione che non risultano comunicazioni da parte delle FF.OO. di alcuna violazione delle prescrizioni da parte del soggetto e neppure di fatti-reato commessi dallo stesso nel periodo di fruizione della licenza finale di esperimento.